20
Mar

Emozioni ballerine al tempo del VirusCorona

 

Il miglior modo di distruggere il ponte tra il visibile e l’invisibile consiste nel tentare di spiegare le emozioni. Le emozioni erano cavalli selvaggi, e Brida sapeva che in nessun momento la ragione era in grado di dominarle completamente.
(Paulo Coelho)

 

Che poi non è vero che intorno a noi c’è silenzio. Le vedete o, meglio, le sentite? Emozioni, sensazioni, tante, intense. Paura, tristezza, senso di angoscia, e poi ottimismo improvviso, come uno stare bipolarmente sospesi tra ciò che sembra ineluttabile e ciò che appare o viene visto come superabile, a breve, “ma sì dai, ancora un po’ e poi passa”.

E’ che se tutti questi brividi potessero raccontare gli sbalzi d’umore, le preoccupazioni, i pianti, i lutti, le perdite, e poi le guarigioni, la luce che sembra farsi posto nelle menti più provate, nei cuori più spaventati, ecco, se potessero raccontare tutto questo, cosa scriverebbero, da dove partirebbero e chi sarebbe così pronto a leggervi dentro?

Noi, ora in trincea uniti contro un nemico comune, così impegnati a stare a distanza, a chiuderci in casa, a guardare con sospetto chi si avvicina a noi tra un carrello della spesa e un limone che, malauguratamente, cade a terra proprio mentre sta passando uno sconosciuto: chissà se il contatto sarà stato o no virale? Noi che temiamo a ogni calore che attraversa il volto, a ogni respiro corso, a ogni starnuto, a ogni minimo dettaglio che ci riporta in ascolto del corpo, di noi.

Le parole che oggi utilizziamo per narrare le nostre giornate sono quasi scontate, sempre uguali a se stesse, scosse dall’ennesimo suono della sirena di un’ambulanza. Ancora un’altra? Ma non ne sono già passate tre stamattina? E meno male che ci sono loro, gli angeli che ci vengono a soccorrere e rischiano, eccome se rischiano!

Quando tutto questo finirà, perché finirà prima o poi, beh, ci ritroveremo davanti alla nostra fragilità, quel luogo da cui tutti avremmo voluto fuggire e che, invece, ci ha tenuto compagnia per così tante interminabili ore, tra la voglia di cantare sul balcone di casa, l’isteria di pochi momenti, e la speranza che la Vita si sbrighi a voltare pagina.

Coraggiosi, responsabili sempre. Occhio alle regole, stanno morendo in troppi. Ne stanno guarendo molti altri. Che poi sarà bello poter dire “io ce l’ho messa tutta, ho fatto la mia parte” .

 

Maria Cristina Caccia
Copyright Maria Cristina Caccia
© 2020 | P.IVA 03870460239 | Privacy