25
Ott

Mi giustifico. Dunque mi riscatto?

Riflettevo sul bisogno costante di “giustificare quello che facciamo”. A te che leggi, capita di dire più di quanto, in realtà ti sia richiesto, soltanto per un istinto incontrollabile di “giustificarti agli occhi del tuo interlocutore”? O, meglio: ti accorgi che lo stai facendo, quindi che ti stai giustificando oppure credi di essere “bravo o brava” perché stai spiegando un tuo ritardo, una dimenticanza, un lapsus, un fraintendimento?

Mi sono accorta  che mi capita spesso e, credo, sia una mia “ombra” su cui dover lavorare con attenzione. E allora: mi giustifico, dunque mi riscatto? Cosa mi muove a farlo?

Saprei rispondere a questa domanda oppure mi fa riflettere? Non senti una sorta di “senso di colpa”, come se, ti è stato detto “non ho ricevuto un tuo messaggio” e tu, automaticamente, ti “senti di aver mancato”, di aver fatto qualcosa che “non va”, che mina la tua immagine di “bravo o brava e ineccepibile”. Ergo, se il perfezionista si giustifica, sarà “redento” e manterrà la sua immagine intonsa. Bene, ma questo perfezionista lo conosciamo? E se utilizzassimo queste modalità per incontrarlo, “chiedendogli”, in un dialogo simbolico attraverso la scrittura, una penna e un foglio bianco, di cosa ha bisogno e cosa può fare di utile per noi?

Può essere l’espressione di un passato “severo”, fatto di grandi aspettative che ci hanno creato l’abitudine a obbedire e a non sbagliare; può essere un retaggio narcisistico che ci impone di non sbagliare mai o un senso di insicurezza che ci costringe a dare il meglio “per non essere abbandonati o rifiutati”.

Quindi perfezionismo o paura del rifiuto?

Prova a rispondere a questa domanda, trovando luogo tranquillo, in cui ascoltare il tuo respiro. Focalizzati sul momento in cui “ti stai giustificando” e ascolta il tuo corpo: dove lo senti questo bisogno? Come si manifesta a livello fisico? Gli daresti un nome? Quale? E, ora, gli associ un colore? Una frase, un oggetto? Conservalo. E ogni volta in cui farai la tua meditazione “sul bisogno di giustificarti”, riprendi questi appunti e annota se, di volta in volta, cambia qualcosa nelle tue sensazioni. Prova per 21 giorni. Mi scrivi un commento di come è andata?