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Just Italia compie 35 anni: da una sfida a leader di mercato

“I magnifici 35”. Quest’immagine è stata scelta per imprimere il nome di una ricorrenza che rende onore alla determinazione e alla capacità con cui un’azienda oltrepassa i limiti del tempo e guarda avanti con i valori che ne identificano le scelte e ne orientano il percorso. Siamo a Grezzana, nella sede di Just Italia, dove, dal 5 al 18 marzo, si sono tenuti i festeggiamenti per il 35°anniversario della fondazione avvenuta proprio il 16 marzo del 1984. Oltre 3.000 consulenti da tutta Italia sono state premiate per la loro collaborazione ultratrentennale alla presenza anche di colleghi dall’Austria e dalla Spagna delle consociate Just Öterreich e Just Iberia, in un clima da Family Day concluso con una serata di balli in stile western. E pensare che la forza propulsiva di un simile successo passa di casa in casa. Ma facciamo un salto all’indietro, quando tutto ebbe inizio.

È la storia di una passione condivisa, quella di tre professionisti per la vendita a domicilio, seppur di estrazione professionale differente.

Era il 1983. Nel trittico un po’ di Emilia e un po’ di Veneto. Il capofila, Angelo Salvatori, oggi presidente dell’azienda veronese, si era costruito un’esperienza decennale nella vendita di contenitori di plastica di una nota multinazionale. Graziella Zanini e Claudio Holbling avevano competenze rispettivamente di contabilità e logistica. “Angelo, il più intraprendente, fu spinto dal desiderio di cercare nuove sfide e percorrere nuove strade”, racconta Andrea Pernigo, CFO di Just Italia. “Cinquant’anni da poco superati e la voglia di rimettersi in gioco, l’imprenditore abbandonò il noto brand d’oltreoceano e si mise a cercare ispirazioni e occasioni.

Un robot da cucina lo condusse in territorio veneto, dove incontrò Graziella e Claudio che già ne stavano gestendo la vendita a domicilio. Un oggetto apparentemente insignificante, eppure fu proprio il deus ex machina di un’impresa che, oggi, ha raggiunto il 35°anno di vita”, aggiunge Pernigo. E continua: “Quel robot lasciava un po’a desiderare, pertanto si guardò altrove. Galeotto fu un bollettino Enasarco, dove Graziella notò l’annuncio di lavoro pubblicato da un’azienda svizzera, Just, di Walzenhausen, specializzata in spazzole e cosmetici naturali, alla ricerca di un distributore per l’Italia”.

Era una sfida con dubbi e titubanze legittimi. Il marchio non era conosciuto in Italia. Messe da parte le perplessità, scelsero di crederci. I tre imprenditori, dopo una visita alla sede Just in Svizzera, rientrarono in Italia con un flacone che stava quasi per finire fuori dal finestrino dell’auto, tanta era la diffidenza verso quella lozione che poco convinceva come rimedio naturale. “Se quel flacone fosse stato scaraventato, chissà, forse Just Italia non esisterebbe”, commenta Pernigo. Casualità o coincidenze? “Il primo ordine di prodotti arrivò a destinazione in un magazzino di Stallavena di Grezzana, freddo e umido, riscaldato alla meno peggio con qualche stufetta a gas, che, di lì a poco, il 16 marzo 1984, diventò ufficialmente la sede di Just Italia, dopo l’aggregazione di un quarto socio, il commercialista milanese, Adriano Novarina”, afferma Pernigo. “Il fondatore dell’azienda svizzera, a partire dagli anni ‘40, Ulrich Jüstrich, oltre alla commercializzazione di spazzole si dedicò alla lavorazione delle piante officinali secondo la tradizione dei frati farmacisti addetti agli orti officinali dei conventi”, aggiunge. Così natura, cultura e artigianalità si fusero e diedero vita a un’avventura in continua espansione.

La qualità dei prodotti era sempre più apprezzata: la consulenza avveniva tramite la formula del Party, che la neonata Just Italia personalizzò, adattandola a uno stile più all’italiana, meno sensazionalista e più concreto.

“Il Party è uno strumento fenomenale, in controtendenza rispetto all’evoluzione digitale”, asserisce Pernigo. “A differenza dell’acquisto impulsivo effettuato sul web, la scelta Just è consapevole e ponderata, poiché ci si deve rivolgere a un’incaricata e partecipare alle presentazioni per capire come utilizzare il prodotto, senza obbligo di acquisto”, prosegue Pernigo. “Ciò che a noi sta più a cuore è la costruzione di un rapporto fiduciario con le nostri consulenti e con l’acquirente, per il 95% donna. Il contatto diretto è fondamentale, perché facilita il rapporto umano e lo scambio reciproco ed è alla base della nostra attività”, sottolinea. “Le nostre venditrici sono anche consigliere, confidenti, addirittura amiche, in molti casi”. E continua: “Contiamo su una rete, annualmente, di circa 25.000 fidelizzate, unite a noi semplicemente da una lettera di incarico, senza vincoli, nella massima e piena libertà di scelta”.

Evidenzia a tal proposito Pernigo: “Il fil rouge che lega a noi le nostre venditrici è un senso di appartenenza a una community di interessi condivisi, amore per la Natura e l’essenzialità”. I prodotti Just sono ideati, formulati e prodotti in Svizzera in un ambiente intatto e incontaminato. Per questo necessitano di conoscenza. “La formazione continua è necessaria per rimanere al passo con i tempi”, incalza Pernigo. “L’approfondimento e le competenze sono un must nel nostro settore, per proporre, oltre la qualità del prodotto, un servizio di eccellenza. Nel 2014 è nata Just Academy, scuola di formazione interna, il cui scopo è fornire un aggiornamento costante e strumenti utili all’attività commerciale”. E conclude: “Obiettivi? Ci interessa compiere un passo alla volta. Molte consulenti hanno ritrovato, in Just, nuovi stimoli, opportunità di riscatto professionale o, ancor più, una famiglia, pertanto il nostro obiettivo è non deludere le loro aspettative e quelle delle clienti affezionate. È grazie, soprattutto, alla loro dedizione, che in inglese “trust” rende meglio, se abbiamo raggiunto un simile le traguardo”.

Maria Cristina Caccia
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Scarica qui la versione del mio articolo integrale pubblicato sul quotidiano L’Arena il 31 marzo 2019 per la rubrica “Storie di “Imprenditori&manager. Storie e testimonianze di persone e aziende“.