16
Ott

La magia del “visto si stampi”: il viaggio dell’Eroe, tra editoria e illustrazione fa tappa a Verona

“Gli imprenditori hanno un ruolo molto importante, sia verso i clienti esterni sia, soprattutto, verso i propri dipendenti e collaboratori, nel ritenerli interlocutori con cui condividere progettualità. Concepiamo l’azienda come un essere vivente, convinti del ruolo sociale di cui è investita, impattando con il mondo, con gli editori, con le famiglie, con il target di riferimento”. Umanistica la visione di Leonardo Aldegheri, imprenditore in ambito editoriale, innamorato del suo lavoro, dei libri e delle fiabe. Già, perché la Società Editoriale Grafiche AZ è specializzata nella stampa di libri per bambini, o, meglio “albi illustrati di pregio” come lui ama definirli. Una storia tutta veronese, di respiro internazionale, che abbraccia il mondo delle storie, quelle con gli eroi, le principesse e i principi e un percorso imprenditoriale che guarda al futuro con ottimismo e con la voglia di costruire relazioni positive, perché la Persona è e dev’essere al centro di ogni iniziativa.

Quando nasce la Società Editoriale Grafiche AZ?
Nel 1971 fondata da mio padre, Giorgio Aldegheri, che proveniva da un’esperienza in Mondadori e dal socio Franco Armano. L’idea era produrre libri per bambini, guardando avanti, al mondo dell’editoria internazionale. Mio padre parlava quattro lingue e consumò le scarpe a cercare potenziali clienti in tutta Europa, dalla Germania, alla Francia fino alla Gran Bretagna. Nel 1973 partecipò alla prima fiera a Francoforte al fianco dei migliori Illustratori e fumettisti del tempo. Grazie a quelle relazioni di ampio respiro tutto ebbe inizio e crebbe. Lo zoccolo duro dei nostri acquirenti più affezionati, oggi, è ancora quello costruito da mio padre.

Quali sono i punti di forza o gli elementi differenziali di Società Editoriale Grafiche AZ?
La passione e le giuste competenze, che si sono mostrate determinanti fin da subito: l’azienda era ricercata perché stampava prodotti che altri non erano in grado di realizzare. Sono con noi stampatori da almeno trent’anni, il cui know how è elevatissimo. L’azienda è artigianale nel concetto e nello svolgimento del lavoro, ma industriale e di respiro internazionale nella gestione. Stiamo cercando di comunicare questa doppia anima: non conta soltanto il fare, ma anche comunicare ciò che si fa, non con uno scopo auto-promozionale fine a se stesso, bensì per rispondere all’esigenza di creare relazioni nel tempo.

Per creare questi libri per bambini contate su un vero e proprio gioco di squadra …
Assolutamente. I libri, in realtà, sono delle vere e proprie opere d’arte. Le storie passano dalla tavola illustrata al foglio rilegato, che poi si trasforma in un libro.

Dev’esserci affinità tra l’idea dell’illustratore, la sua realizzazione su carta e la sensibilità di chi produce. La nostra responsabilità risiede nel far sì che quel libro abbia un’anima vibrante e che, sia l’illustratore, per l’ingegno, sia l’editore, per aver creduto nel progetto, si sentano soddisfatti appieno.

 

Fin dagli inizi, abbiamo mantenuto l’abitudine di ospitare in sede, una volta la settimana, illustratori ed editori, nella fase di avviamento della macchina da stampa. L’incontro è necessario perché ognuno dà un contributo nel trovare il giusto equilibrio cromatico: questa è la “magia del visto si stampi”. Tre, dunque, i soggetti coinvolti: lo stampatore, quindi Grafiche AZ con il proprio know how, l’editore e l’illustratore, per una resa unica. Abbiamo coniato l’ashtag #lamagiadelvistosistampi e anche #farelibriunaresponsabilità, poiché l’album illustrato giunge nelle mani dei bambini, parla alla loro creatività e gioca con la loro fantasia.

Come mai proprio libri per bambini?
Mio padre aveva capito che, per produrre libri per bambini di trentadue pagine bastava un unico foglio su una macchina di una certa dimensione. E, inoltre, ovviò alla difficoltà che si incontrava nella rilegatura, mettendo in piedi lui stesso una legatoria, Legapress, inaugurata nel 1994. Stampiamo anche saggi e libri di narrativa, ma il nostro cuore batte per i più piccoli.

Come viene considerato in azienda il “fattore umano”?
Non vorrei fosse scontato, ma per noi la persona è al centro. Quando comunichiamo, attraverso i nostri canali, lo teniamo sempre presente. Dobbiamo parlare all’anima delle persone, raccontando ciò di cui ci occupiamo e il processo che sta alla base della nostra attività, fatto di mani che lavorano, menti che pensano, artisti che illustrano, compiendo piroette tra immaginazione e realtà. Non dobbiamo dimenticare di essere gentili: gratificare qualcuno per il suo impegno non è soltanto un bel gesto, ma è un riconoscimento che, se assente, lascia il segno. Le persone, quando non si sentono riconosciute, soffrono e innescano processi a volte irreversibili. Gli imprenditori hanno un ruolo molto importante, sia verso i clienti esterni sia, soprattutto, verso i propri dipendenti e collaboratori, nel ritenerli interlocutori con cui condividere progettualità.

Concepiamo l’azienda come un essere vivente, convinti del ruolo sociale di cui è investita, impattando con il mondo, con gli editori, con le famiglie, con il target. Il nostro obiettivo non è soltanto stampare libri, ma creare valore e fare in modo che le persone lo percepiscano. Vogliamo parlare a tutti coloro che sapranno mettersi in ascolto.

Ogni libro, in sé, è magico, perché rappresenta il pensiero intimo di chi ha voluto trasferire il proprio pensiero divulgandolo nero su bianco, per far sì che altri ne possano beneficiare e si possano identificare con quei valori.

Quali sono i valori che un imprenditore non può non avere?
Prima di tutto, la resilienza è una dote indispensabile. Oggi per essere un imprenditore conta il “saper essere”, innanzitutto, ovvero farsi esempio: l’imprenditore avveduto non è colui che dice agli altri cosa devono fare, ma si fa dire dagli altri cosa deve fare, lasciando la libertà di esprimere i propri talenti. Parlando in prima persona, posso dire che l’esperienza dei lanci con il paracadute mi ha trasmutato completamente: lassù, è accaduto qualcosa di straordinario dentro di me. E ho capito che, se hai l’ambizione di fare impresa e farti chiamare imprenditore, devi farlo con una certa capacità di leadership e tanta passione che si trasferisce, in modo virtuoso, ai collaboratori. L’ispirazione nel fare il mio lavoro, oggi, è tutto.

Quali sono gli ingredienti che permettono a un’azienda di restare sul mercato per cinquant’anni?
Come dicevo, capacità, visione e anche un po’ di fortuna. Nell’arco di un anno e mezzo, tra il 2011 e il 2012, sono mancati sia mio padre sia il suo storico socio, in una congiuntura di crisi globale e con l’avanzare sempre più incessante del digitale. Ci siamo rimboccati le maniche e ci siamo messi a tavolino, cercando di capire insieme come fare per stare in piedi. I risultati sono arrivati nel tempo, incentivando l’attività commerciale rivolta al mercato italiano, che ci ha dato risposte promettenti. Attualmente, siamo tra i primi referenti in Italia e all’estero nella stampa di albi illustrati.

Mi anticipavi una rivelazione … ?
Mi trovavo a un convegno e, mentre acquisivo informazioni, restituivo e scrivevo sulla mia agenda. Ne è nata una storia per bambini. Di lì a poco, ho contattato un illustratore, uno tra i tanti che si sono presentati o hanno inviato progetti in azienda: un ragazzo giovanissimo e sconosciuto, con un talento incredibile. Gli ho parlato del testo, gli ho chiesto di mostrarmi qualche illustrazione dal suo portfolio. Mi è venuto a trovare. Un genio. Ha realizzato delle tavole per la fiaba che ho scritto, rappresentando il contenuto in modo esemplare. Mi sono quasi emozionato. A Natale uscirà il mio primo libro illustrato, dal titolo Nel mondo di Alice, un albo sognante che parla di pensieri e di come essi si muovono nella fantasia di una bambina di quattro anni. Il libro è palesemente ispirato a Nel paese dei mostri selvaggi e ad Alice nel paese delle meraviglie. La metafora è volutamente ironica ma neanche troppo!

Produci libri, ma sei anche social?
Curo un blog, help-sviluppoideeaffari.com dove divulgo la cultura d’impresa in modo molto fruibile. Racconto le dinamiche tra lavoratori, testimonio l’impresa e scrivo articoli di editoria. Comunico molto, perché oggi, di fronte all’iperconnessione digitale, dobbiamo recuperare il contatto umano. Se ciò che scrivo tocca la sensibilità di più persone, dando loro degli strumenti, io ho già raggiunto il mio obiettivo. Pubblico anche video-interviste che realizziamo agli editori oppure agli illustratori o, ancora, a ospiti o lettori che rendiamo partecipi della nostra attività.

Se dovessi scrivere il libro della tua azienda?
“La magia del visto si stampi” credo sia il più bel titolo che meglio rappresenti l’azienda e il valore della tradizione.