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“Mi dissi: perché non provarci? Così nacque Stranovario l’11 gennaio di dodici anni fa”

Una data, un compleanno speciale: l’11 gennaio 2020. La festeggiata è un’azienda milanese, specializzata nella fornitura e nella personalizzazione di articoli promozionali, gadget e merchandising per aziende e professionisti. Stranovario nacque nel 2008. A raccontarci le tappe di questo affascinante viaggio è Laura D’Antonio, fondatrice e amministratore unico della società che oggi conta sei collaboratori fissi e una rete di promotori commerciali sparsi sul territorio. Una storia di resilienza, quella che Laura ha saputo incarnare, forse inconsapevolmente, trovandosi in una situazione in cui lavoro e vita privata sembravano averla abbandonata al suo destino. Come reagire? Credendoci ancora. Così da dipendente di un’agenzia di comunicazione che chiuse i battenti, diventò una libera professionista, accettando la sfida verso una nuova avventura imprenditoriale.

Come nacque l’impresa che oggi guidi con entusiasmo e soddisfazione?
Mi sono costruita una certa esperienza nella comunicazione d’impresa, settore promozionale, che realizza prodotti rigorosamente brandizzati per eventi, fiere, promozioni, regalistica aziendale, incentive, ecc. A un certo punto l’azienda per la quale da anni mi occupavo di commerciale e relazione con i clienti, chiuse. In un giro di walzer brevissimo, tra novembre e dicembre 2007, la mia vita cambiò. Sola, con un mutuo da pagare e senza lavoro. Mi guardai allo specchio e dissi a me stessa: “Cosa faccio ora?” Per fortuna in quel periodo, di riflesso, raccolsi riscontri importanti dal punto di vista umano oltre che professionale proprio da parte dei clienti con cui mi interfacciavo quotidianamente. Avvisati di quanto era accaduto, mi spronarono a non mollare e mi appoggiarono a portare avanti la mia attività in maniera autonoma.

Mi dissi: “Perché non provarci?” Così, dopo aver raccolto le idee, un po’ di fondi per avviare l’attività e la fiducia di chi mi avrebbe scritta nel proprio albo fornitori, l’11 gennaio 2008, si aprì per me una nuova avventura.

Hai parlato di formazione, quanto conta all’interno di un’impresa, fatta di Persone, dal tuo punto di vista?
Per me è stata fondamentale, perché ho dovuto e voluto imparare i ferri del mestiere, dal punto di vista gestionale, direzionale e amministrativo.  Senza questo tipo di impegno vissuto in primis su me stessa e poi condiviso anche con i miei collaboratori, i risultati di oggi non sarebbero stati raggiunti. È sicuramente un successo di tutti, dopo dodici anni di attività.

Hai mai avuto momenti di difficoltà e come li avete superati?
Tra il 2008 e il 2010 il mercato conobbe un periodo di forte crisi, come del resto si sa a livello internazionale. Dovetti lottare molto, anche perché ero appena partita con l’attività. Per fortuna, a differenza, purtroppo, di molti miei competitor che, avendo strutture più storiche e complesse, incassarono il calo di fatturato, chiudendo, io riuscii a rimanere sopra l’asticella grazie a una realtà molto più snella, in fase di avviamento. Ringrazierò sempre i miei clienti più fidati, brand importanti come Alstom, Bosch, JVC, Nestlè, che, rimanendo al mio fianco, mi permisero di attutire quei contraccolpi e uscirne indenne.

E poi ringrazio i primi collaboratori che mi affiancarono e che ancora oggi mi rinnovano la loro fiducia. Siamo in sei nella nostra squadra e, quest’anno, contiamo di crescere ancora.

Quanto conta per te l’”human factor” all’interno di un’azienda?
Ciò che vince sempre su tutto in quello che proponiamo è l’aspetto umano della relazione, leit motiv che guida l’attività fin dalle origini: nonostante l’era social ci imponga di essere sempre un po’ più digital, continuiamo a preferire il contatto umano. Facciamo team building tra di noi, per rafforzare intenti, obiettivi e confrontarci sui progetti da sviluppare: per noi, ogni gadget è una storia a sé e solo così riusciamo a mantenere gli standard che ci siamo imposti e che vengono riconosciuti dai nostri clienti. Abbiamo cercato di raccontare il nostro spirito, il nostro approccio e la nostra squadra con il  video  che abbiamo realizzato per promuovere il nuovo sito web: ci sentiamo molto uniti e questo il cliente lo percepisce immediatamente come un valore aggiunto. “The People behind gadget” è il claim che descrive la nostra identità e che ci differenzia dalle altre aziende del settore.

Da dove nasce l’idea del nome Stranovario?
Avevo una certezza: non volevo essere uguale a tutti gli altri concorrenti. Così ho pensato a un nome che non rimandasse ai soliti concetti “promotional” e che non c’entrasse nulla con l’attività. Avrebbe dovuto contenere l’idea sia di qualcosa di strano sia di vario, dal punto di vista della creatività e dell’originalità. Ecco l’intuizione: Stranovario. Il mio elemento differenziale era proprio questo e non ebbi dubbi. Da lì, anche la scelta del colore, il viola, si impose sugli altri, una tinta che rompe gli schemi tradizionali di chi fa questo mestiere, tant’è che oggi tutti i clienti ci dicono, spesso, “ah, certo, ci ricordiamo: siete quelli del colore viola!”.

Hai trovato chi ti ha dato fiducia, ma quali sono stati i fattori interni su cui hai fatto leva e che ti senti di ringraziare?
Non ci ho mai pensato, forse perché non ho mai pensato di possedere doti straordinarie. Eppure, devo dire che ho notato una costante: ogni volta in cui mi trovo in una situazione difficile e di emergenza, riscopro forze e competenze che non credevo di avere. Non ho mai avuto paura di non farcela. Ottimismo oppure incoscienza? Io mi butto e non penso mai all’eventualità di non riuscire e questo mi aiuta.

Non ho mai ascoltato le voci di chi mi diceva. “Ma sei matta ad avviare un’attività in proprio?”. Sono andata avanti con le mie idee e con le mie convinzioni. Mi sono data un perché molto forte e su quello ho nutrito la volontà di agire, aiutandomi con la formazione.

Obiettivi?
Nel 2019 ci siamo concentrati sul rinnovamento: quindi il sito nuovo, restyling del logo, nuova immagine aziendale. Un’altra grossa novità dell’anno da poco salutato, è stato l’inserimento del brand To Trigger, lo spin-off di Stranovario che ci permetterà in modo sinergico di allargare le nostre competenze nel mondo della comunicazione e del marketing. A breve è in previsione il trasferimento in una nuova sede, più grande sempre qui a Milano, in zona San Siro, oltre all’ampliamento dell’organico con l’inserimento di nuove figure commerciali. Siamo molto contenti del fatturato raggiunto e vorremmo rinsaldare questo risultato con la nostra immagine più integrata e continuare a crescere per essere tutti compatti e uniti. Siamo una grande squadra e vogliamo diventare grandi!

 

Maria Cristina Caccia
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