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Zeta Service: “piccola storia romantica di un’azienda felice”

Come si dice “non tutto il mal vien per nuocere”. Avreste mai pensato che a saper ben gestire un rimprovero, volgendolo da atto di ribellione a volontà di agire, avreste potuto costruire il vostro personale successo? È proprio quanto è accaduto a Silvia Bolzoni, Presidente di Zeta Service Srl, azienda di Milano specializzata in amministrazione del Personale in outsourcing. Lei, donna, mamma, imprenditrice dalle idee chiare, è stata recentemente inserita, da Forbes Italia, tra le 100 donne che meglio rappresentano il nostro Paese, capaci di interpretare il proprio ruolo in azienda o nella società, valorizzando ogni giorno un patrimonio personale fatto di competenze, creatività, carisma, tenacia, capacità di innovare e visione del futuro. Parlare con lei è come sentirsi a casa, ritrovare un’amica che non sentivi da molto. Una donna illuminata, consapevole che la Persona deve sempre essere al centro di ogni scelta, al di là di ruoli o apparenza.

Quali sono state le leve principali che hanno dato vita al progetto imprenditoriale? Da un rimprovero, a …?
Tutto nacque, effettivamente, da un rimprovero. Il momento non fu piacevole, ma, con il senno di poi, si è rivelato essenziale per la storia che ora posso raccontare. Nel mio animo divampava già la fiamma del cambiamento… Lavoravo per una società di servizi e fui ripresa per “un eccessivo orientamento al cliente”: non avrei dovuto preoccuparmi per la sua soddisfazione, ma far prevalere, non plus ultra, la logica del profitto. Per me nulla di tutto ciò era accettabile: penso che, se vuoi vendere a un cliente e fare in modo che scelga te ogni volta, lo devi soddisfare al meglio. Dietro a quel numero c’è una Persona o, magari, una famiglia, con scadenze, un mutuo, e quel netto quanto è importante? Ringrazierò sempre quel rimprovero, perché mi fece capire da dove iniziare. Dissi a me stessa, ‘O adesso o mai più’. Avevo già due figli adolescenti, di 13 e 12 anni, che ho coinvolto in questa avventura. Oggi, Debora e Ivan, entrambi trentenni, sono in azienda al mio fianco.

L’Azienda è “Great place to work in Europe”, il programma a cui partecipano oltre 2.500 aziende di 19 Paesi Europei, per 1,5 milioni di collaboratori. Tra le prime 50 aziende italiane riconosciute come “luogo ideale in cui lavorare”, dopo 7 anni in cui le aziende erano assenti dalla classifica. Quanto contano le Risorse Umane all’interno di un’organizzazione?
Per noi il Capitale umano è fondamentale. I collaboratori coinvolti e motivati lavorano meglio, il cliente lo percepisce e il ritorno positivo è immediato. Non abbiamo applicato nessuna strategia, ma soltanto pensato a come prenderci cura delle nostre Risorse Umane. L’80% del personale è donna e per me è stato naturale comprendere le difficoltà di conciliazione lavoro e famiglia, ad esempio. In azienda abbiamo un maggiordomo, una figura professionale che si occupa d incombenze che il singolo dipendente non ha tempo di sbrigare, come andare in farmacia, ritirare i pacchi all’ufficio postale, commissioni quotidiane che, affidate internamente, lasciano spazio al tempo in azienda, migliorandone la qualità. Effettuiamo survey periodiche sulla soddisfazione del cliente, ma anche per comprendere i bisogni dei collaboratori, che riteniamo debbano sentirsi “comodi” in azienda come in una casa. Per questo motivo, sosteniamo colloqui frequenti, nel corso dell’anno, per supportare ognuno nel raggiungimento dei propri obiettivi. Tra calcoli e numeri, abbiamo a cuore anche l’aspetto più spirituale, così organizziamo percorsi di yoga e mindfulness. Inoltre, coltiviamo un clima di fiducia: non si timbra, vige un orario flessibile, dando spazio allo smart working, anche per assecondare esigenze famigliari particolari.

Siamo tutti convinti che non sia la quantità delle ore lavorate, ma come si lavora a fare la differenza.

Cosa intende per “walfare aziendale”? Come si vive all’interno di  Zeta Service?
Per me è prendersi cura della Persona, adattando servizi e benefit, a seconda delle singole esigenze. Il premio welfare, ad esempio, riconosciuto sulla base di una crescita dell’azienda, è generalmente una somma di denaro che, singolarmente, ciascun collaboratore può spendere, usufruendo di convenzioni, a seconda delle proprie necessità. Abbiamo strutturato una divisione dal nome emblematico “Felicità e Valori”, un laboratorio permanente costituito da gruppi di collaboratori che si alternano nel proporre idee e nell’organizzare workshop in cui coinvolgere i propri colleghi. Li chiamiamo “ambassador”. Ogni anno si sceglie un tema: così, dopo la Bellezza, il Benessere, la Felicità, il 2019 è stato dedicato ai Valori. Organizziamo incontri, approfondimenti per riflettere e migliorarci come Persone nelle quotidiane interazioni.

Crediamo molto nella formazione, da cui ha preso forma il progetto ELEVA che studia e realizza interventi di sviluppo del Capitale Umano per individui, team e organizzazioni.

Quali sono i valori imprescindibili che mettono al centro l’Uomo?
Prima di tutto, il Rispetto, poi il senso di Responsabilità e l’Empatia, ovvero la capacità di mettersi nei panni degli altri soprattutto in un’azienda come la nostra che opera nel mondo dei servizi. E poi la volontà di essere parte di un Gruppo in ascolto.

Dico sempre ai Manager che gestiscono i collaboratori: “Non risolvete voi i problemi, ma fate in modo che siano loro a trovare le soluzioni”. 

Ognuno di noi è al centro di una storia: quale titolo darebbe a quella di Zeta Service se fosse un libro?
L’anno scorso abbiamo compiuto quindici anni di attività e, per l’occasione, ho pubblicato un libro, dal titolo “Dammi tre parole. Piccola storia romantica di un’azienda felice”. Tutto è partito dal mio sogno e dal rimprovero che fu la scintilla da cui prese vita questa avventura imprenditoriale. Ho scelto di raccontare le nostre respons-abilità e ancora le azioni che abbiamo realizzato nei confronti dei nostri clienti e dei nostri collaboratori orientate al pensiero positivo e all’intelligenza emotiva, perché le emozioni e la nostra capacità di gestirle sono importanti. Non mancano i ringraziamenti che rivolgo alle Persone presenti in azienda e anche a mia mamma, il mio primo datore di lavoro.

Abbiamo chiesto a tutti i nostri dipendenti di descrivere Zeta Service con tre parole: le più gettonate sono state selezionate e inserite in un cuore. Quali sono? Famiglia, amicizia, cuore.

L’azienda la possiamo vedere come un Eroe: deve affrontare un viaggio, l’inserimento sul mercato, per cui ha bisogno di alleati e sa che incontrerà ostacoli. L’obiettivo da raggiungere porterà benefici per tutti gli attori coinvolti… quello di Zeta Service qual è?
Il viaggio si protrae per un mese. L’elisir è il valore netto in busta paga, che non è soltanto il risultato di una formula matematica, bensì un percorso fatto di lavoro, sacrifici e attese. Gli “attori”? Sono molti: il cliente, che si affida a noi; i consulenti del lavoro, che interpretano la normativa e inviano informazioni ai nostri tecnici e al cliente stesso; l’ufficio preposto al controllo dei calcoli contributivi fiscali, che assembla le informazioni ed elabora il tutto, rispettando le scadenze, in modo che ogni lavoratore si ritrovi puntualmente di fronte a quell’anelato “valore netto”. Quello per arrivare al cedolino è un viaggio complesso fatto di relazioni e come lo affrontiamo è importante, ecco perché ci devono guidare i nostri valori, i veri “alleati”. Abbiamo 100.000 buste paghe da gestire di 100.000 Persone, i dipendenti dei nostri clienti, che non conosciamo, ma di cui ci prendiamo cura, indirettamente.

Quanto è importante la Corporate Social Responsibility?
Moltissimo. Abbiamo destinato fondi dedicati alla formazione a progetti di C.S.R., come le visite nella Casa di accoglienza o come il progetto “Libellula”, nato nel 2017, il primo network di aziende unite contro la violenza sulle donne e impegnate in workshop e seminari con le testimonianze di alcune tra le tante, troppe vittime. Trenta le aziende orgogliose di essere parte di questa rete e quasi trentamila le persone coinvolte: siamo entusiasti di questo sostegno.

Cosa sognavi da piccola? Avresti mai immaginato di diventare un’imprenditrice?
Le mie passioni erano il disegno e la pittura. Mia madre mi diceva che non avrei potuto fare il geometra, quindi, su consiglio forzato, scelsi ragioneria. Poi mi sono sposata e ho avuto due figli. Volevo essere una brava mamma e una brava moglie, ma mai avrei pensato di diventare un’ imprenditrice. Credo di aver portato la mia innata creatività nella mia attuale professione. Faccio fatica ancora oggi a riconoscermi in questo ruolo.

Poi guardo il palazzo in cui siamo, penso ai 260 dipendenti e ai 500 clienti che, ogni giorno, ci danno fiducia e mi rendo conto del cammino realizzato. Bisogna rimanere con i piedi per terra.

 “Dammi tre parole. Piccola storia romantica di un’azienda felice”, Silvia Bolzoni, Presidente di Zeta Service Srl

Maria Cristina Caccia

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