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10
Ago

Decidere di “decidere”

Ascoltare: sembra un gesto ovvio.
Non credo lo sia poi tanto, mai come in questo momento. Siamo frastornati, inseguiti da pensieri di fragilità o di scarsa energia, proiettati al “dover pagare questo o quello”, al “dover tirare avanti”, insomma, soprattutto se si ha una famiglia, con uno o più figli.
La vita ci passa davanti e diventa pura esistenza. Non sempre. Spesso. Sono tempi, questi, in cui le Persone si incrociano e non si notano. L’orizzonte in grado di attirare attenzione è quello limitato, che sta là, di fronte al nostro campo visivo e, a volte, sembra davvero piccolo. Troppo ristretto per contenere progetti, sogni e, allora, ci rinunciamo oppure rimandiamo o, ancora, non insistiamo e ci alimentiamo di malinconia e rassegnazione. Con cibi come questi moriremo di fame.

Metaforicamente parlando, l’energia vitale si abbasserà così tanto, che non avremo la forza per “decidere di decidere” e diventeremo la scelta di decisioni altrui, del caso, del destino o del “doveva andare così”. Il destino si sveglia sempre prima di noi, recita un aforisma. Già, ma se tu, lei, voi non credete nel destino, bensì pensate che tutto sia caos o casualità, come funziona allora? Quali risposte valide?
Le risposte valide per tutti NON esistono. Esiste soltanto la storia di ognuno di noi attraverso la quale osservare il mondo.
Pensiamo a quante storie, ognuno di noi, potrebbe raccontare. E ascoltarle sarebbe semplicemente un “dono”.

Quante storie! Sarebbe bello poterle raccogliere tutte in un grande Libro della Vita, dove ogni Vita diventa un pezzo di un puzzle in continuo divenire. Siamo Persone in continuo cambiamento.

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