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Mag

Errare Humanum est

Cosa vi viene in mente quando pronunciate la parola “errore”?
Quali emozioni vi suscita? Rabbia? Inadeguatezza? Senso di inutilità oppure di incapacità? La natura umana è di per se stessa imperfetta, pertanto tendente all’errore. Ho trovato un simpatico post-it su Facebook che recita: “L’uomo compie errori è per questo che hanno messo le gomme sulle matite”. Già un modo per ricordarci che sbagliare è umano e capita a chiunque. Per alcuni l’errore è imperdonabile, diventa un modo per castigare se stessi, rischiando di disattivare l’autostima. Innanzitutto cosa significa “errore”? Sbaglio, impeto che avremmo potuto controllare, una parola di troppo oppure detta al momento inopportuno, evento che ci costringe a rivedere una posizione, a discutere, a perdere tempo. Tutto negativo? Non è proprio così. L’errore è come un punto nero su un bel viso: può ingigantire e diventare un foruncolo, ma quanto incide sulla “bellezza dello sguardo”? Aumentano i “punti neri”? Cosa fare? Una bella “pulizia del viso” e la pelle ricomincia a splendere, è depurata e pulita. Chi è “l’estetista” più adatto a noi in questo caso? E’ quella voce interiore che dovremmo alimentare e che ci suggerisce una importante verità: “Tu non sei quell’errore. Tu sei molto di più. Il tuo limite è lo specchio di un atto o di un’azione che hai l’opportunità di rimediare e di migliorare”. La sentite questa voce? Le date spazio di esprimersi? Guardate che esiste in voi, ma, spesso, un SuperIo tosto e strutturato le tarpa le ali e fa prevalere la propria forza fatta di ricatti, critiche, giudizi, severità e allora noi ci condanniamo a sentirci sciocchi, a darci dei falliti. L’errore è un momento in cui ricordiamo a noi stessi che ci stiamo provando, che siamo coinvolti in un progetto, in un obiettivo. Chi nulla fa, nulla sbaglia. Siete d’accordo? Quindi i nostri errori sono punti di partenza o di ri-partenza per ampliare il nostro campo di coscienza e consapevolezza di quanto sia affascinante sapere che a ogni caduta, nel momento in cui ci rialziamo, senza punirci, diventiamo più forti. “Io non sono il mio errore, ma un centro di volontà che sperimenta questa situazione, la accoglie, la vive, la trasforma in una nuova opportunità di apprendimento”. Siamo in cammino e si può inciampare. Forza, in piedi e avanti tutta.

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