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20
Mar

La fretta di andare

Capita di es500_0_4164703_344413sere in ritardo, di essersi addormentati e di saltare sul letto e … sbrigarsi, correre per recuperare i minuti che ci distanziano dall’ora fissata per l’appuntamento, la visita medica, il commercialista, insomma per gli impegni che possono sorprendere un lineare tram tram.

Mi sono chiesta ultimamente quante volte osservo il mio respiro mentre cammino o affretto il passo e la risposta è stata sorprendente: quasi mai! Così ho fatto un esperimento: ho appositamente accorciato i tempi tra un appuntamento e un altro, per vedere in che modo avrei agito, se con l’ansia da “arrivo presto e subito” oppure con la serenità di “arrivo, ci sono”. Ho optato per il secondo atteggiamento che mi ha permesso di osservarmi in modo più “presente” a me stessa e ho coordinato i passi con i ritmi del mio respiro. Succede che, pur arrivando lievemente fuori tempo massimo, non ho portato in dote la frenesia di un’andatura innaturale, forzata solo per “non deludere”, “fare bella figura”. Certo – dirai – meglio evitare la figuraccia e andare di fretta: condivido a metà. Evitare la figuraccia di aver commesso cosa? Sapremo come giustificare il nostro ritardo eventuale, perché arriveremo “interamente” presenti e allineati all’incontro che dovremo affrontare; ovviamente se questo significa perdere il treno o l’aereo, beh allora le cose cambiano: dobbiamo gestire il nostro “time” con un corretto “time management”, che ci impedisca di “arrivare a bruciapelo”. La fretta non è buona compagna, rende tutto complicato, toglie lucidità, fa tremare i pensieri e lascia spossati.

Prova a immaginare quante volte vi capita di “correre”, di dimenticare qualcosa, a causa della fretta? Quando è stata l’ultima volta che hai preferito “correre” anziché “arrivare a passo più veloce”?  Fa un bella differenza e sta tutta nella presenza e nella consapevolezza del gesto.
Questa fretta si riflette anche in altre aree della tua vita? Dove? Nei pensieri, nel formulare giudizi, nel non saper aspettare? … ascolta, senza urgenza.

Oggi siamo tutti presi dalla preoccupazione di vivere e in questa corsa con il tempo spesso dimentichiamo il piacere di esistere.
(Romano Battaglia)