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Dic

La grammatica del silenzio

anima 1187473683galpierwszegj7Ci sono dialoghi e dialoghi.
Si utilizzano parole, se ne mettono insieme molte, in certi casi, per raccontare, spiegare, giustificare, confessare, insomma per parlare di noi e di accadimenti che ci coinvolgono. Si cerca qualcuno di fidato che possa essere il depositario della nostra “verità” o del nostro “sfogo” momentaneo, per provare a renderlo più oggettivo e più facile da accogliere. Si cerca “il modo giusto per dirlo”, a non si pensa quasi mai al valore del silenzio. Che non significa “tacere per non affrontare”, bensì  “attivare un “dialogo” con se stessi fatto di respiri, circolari, consapevoli e di grande rilassamento mentale. Una mente sovraffollata è dannosa per il nostro ben-essere: consuma molta energia psichica e lascia spossati.

La grammatica del silenzio è molto semplice: richiede coraggio, volontà e capacità di chiudere gli occhi e porsi in ascolto totale di quello che si “agita” in noi: non è fatta di sintassi, ma di grande concentrazione e, soprattutto, attenzione.

Siamo sovrastati da tantissime parole, suoni, molti messaggi, la maggior parte dei quali abbastanza inutili o, comunque, non utili per la nostra crescita personale, mentre il silenzio è una “presenza, assente” spesso nel nostro quotidiano.

La grammatica del silenzio si compone di poche parole e ognuno può trovare le proprie nel momento in cui la attiva nella propria nella vita: non esistono parole universali, ma solo esperienze singole e uniche. Il silenzio ci riporta “a casa”, la “nostra casa”, un luogo in cui ritrovarci e da cui attingere nuove consapevolezze.

La voce del silenzio può rivelarsi assordante in certi momenti, ma, superato l’iniziale frastuono, essa diventa più dolce e avvolgente: si prende cura di noi e nello spazio in cui essa si rivela, troviamo il modo di entrare più in intimità con la “nostra voce” che, finalmente, si distingue e fa sentire la propria tonalità. Da questa si parte per affrontare la “corale” del mondo intorno a noi in modo autentico.
(mcc)

In un atteggiamento di silenzio l’anima trova il percorso in una luce più chiara, e ciò che è sfuggente e ingannevole si risolve in un cristallo di chiarezza.
(Gandhi)