15
Feb

“Sentire se stessi” non è ascoltare

Siamo immersi da mille rumori. Alcuni sono suoni soavi, quelli della voce delle persone che amiamo. Altri sono fragorosi, tuonanti e si ingarbugliano nel caos del traffico quotidiano, delle sirene spiegategirasole di ambulanze che corrono per salvare una vita, delle sirene delle fabbriche, dei clacson delle auto. Altri ancora sono silenziosi: un ossimoro, rumore silenzioso, come è possibile? Eppure i rumori del “silenzio” sono quelli più assordanti, quando è un silenzio di attesa, di angoscia, di solitudine.

La nostra capacità di ascoltare è superficiale e raccoglie i rimandi, gli echi di questi fruscii continui e anestetizza la nostra capacità di sentire, che è ben diversa. Ascolto con la mente, sento con il cuore: una persona parla, un’altra tende l’orecchio, ma non è detto che sia totalmente presente a quel momento preciso in cui avviene lo scambio comunicativo. Una persona parla, l’altra fissa lo sguardo su di lei e non viene distratto da altri suoni, per “sentire” il significato delle parole, le emozioni correlate, per vederne la gestualità. Sentire è diverso da ascoltare, sono due livelli di attenzione paralleli.

Sentire noi stessi è un atto di grande responsabilità verso i nostri pensieri, le nostre sensazioni, i nostri “suoni interiori”. Fermiamoci, ogni tanto, e sentiamo come stiamo: sentiamo il nostro corpo, il nostro respiro, il nostro ritmo, il battito del cuore. Siamo fisicamente interi, ma energeticamente scarichi, e ciò accade molto più spesso di quanto noi crediamo.

Fermiamoci a raccontarci qualcosa di noi, ogni tanto, dove siamo, quale obiettivo abbiamo, come intendiamo raggiungerlo, come ci sentiamo rispetto a quello che pensiamo e a quello che agiamo? Sentiamo cosa risponde la “vocina” dentro di noi. Sentire come stiamo e coccolarci un po’ ogni tanto è un atto d’amore verso noi stessi, Ne traiamo grande giovamento. Vi suggerisco di provare …

“A volte le parole non bastano.
E allora servono i colori.
E le forme.
E le note.
E le emozioni“.
(Alessandro Baricco)