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Sogno o … son desto?

L’Universo cospira sempre a favore dei sognatori
(Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto, Paolo Coelho)

309981_258358164253040_995450330_nSognare, eh già! Chi non lo fa? Non ci ricordiamo spesso i mondi onirici che abitiamo durante la notte o che abitano in noi, a seconda di come lo si pensi. Il cervello si rigenera attraverso il sogno o, meglio, l’attività sintaptica ricava beneficio da questa sorta di “catarsi notturna” di immagini, idee, pensieri, emozioni rimosse o semplicemente accantonate, comunque introiettate e messe a sedere, lì ad aspettare.

Come si fa a “far attendere” le emozioni? Davvero difficile, eppure accade. Le mettiamo anche a tacere, perché “si fa così”, ci hanno insegnato. Certamente non si può essere sempre spontanei come si vorrebbe, si media se la situazione ci dovesse sfuggire di mano, per non penalizzare le nostre relazioni, ma, insomma, qui si parla di emozioni positive, di amore, di entusiasmo. Non che il pessimismo o il rancore o il rimpianto siano “voci” di serie di B, ma A, B, C, D, che importanza ha? Le emozioni sono ingranaggi del nostro linguaggio più intimo e vanno rispettate in ogni loro forma espressiva.

I sogni sono “la via regia all’inconscio”, diceva Sigmund Freud: e nell’inconscio si nascondono le emozioni più forti, quelle che ci darebbero del filo da torcere se emergessero in tutta la loro istintività, quelle che portiamo dentro come eredità della specie e come vissuto, costruito ogni giorno, nel quotidiano esistere che tesse la trama del nostro modo di vivere.

Mi emoziono, dunque sono? Sì, certamente. Siamo ciò che sentiamo e sentiamo nel modo in cui impariamo a farlo: dovremmo ritrovare anche il modo “nostro” di sentire, quello autentico, del “bambino interiore”, che non è mediato da sabotaggi o schemi appresi, ma si gode le vittorie così come le sconfitte, si gode la vita così come i momenti che sembrano non avere più linfa, quasi allo stesso modo, con lo stesso spirito, di polo opposto.

Sogni, emozioni, immaginazione, pensiero, Eros e Logos, siamo tutto e molto di più.

(mcc)